Didattica


Carlo Zinelli a Modena


Mostra a Modena

Nel tempo del finemondo
Carlo Zinelli e Mario Marini
un artista e il suo dottore

Complesso Culturale dell’Ex convento San Paolo – Modena
Via F. Selmi, 67/69 – 41121 Modena

Venerdì 18 Settembre 2015
Domenica 18 Ottobre 2015

Durante il festivalfilosofia
18 – 20 settembre 2015
10.00 – 24.00

Dal 21 settembre al 18 ottobre
martedì – venerdì
16.00 – 19.00
sabato – domenica
10.00 – 13.00 e 16.00 – 19.00

CARLO ZINELLI A MODENA

L’opera di Carlo Zinelli approda a Modena per il Festivalfilosofia 2015, dedicato al tema “ereditare”, in un non casuale anticipo di alcuni mesi rispetto al 2016, anno in cui cade il centenario della nascita dell’artista.

Significativo è il legame fra le opere di Carlo e la Città di Modena che ha visto nel medico psichiatra Mario Marini, già dai primi anni 50, uno dei fautori del progetto di “Arte Terapia” presso l’atelier del manicomio di Verona San Giacomo alla Tomba ove Carlo fu iniziato alla pratica dell’arte.

Nei bellissimi spazi appena restaurati del Complesso Conventuale San Paolo, in pieno Centro Storico, fra i suggestivi cortili del Leccio e del Banano, vengono dunque presentate 30 opere (26 “carte” dipinte e 4 sculture) in larga parte inedite, in un originale ed elaborato allestimento che consente di ripercorrere, in modo chiaro ed esauriente, i 20 anni di libera espressione artistica di uno degli artisti “irregolari” più amati da Jean Dubuffet.

L’opera di Carlo Zinelli è oggi simbolo del Musée Collection de l’Art Brut di Losanna.

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Alessandro Anderloni


Alessandro Anderloni

Torna in Scena Carlo, L’ombra e il Sogno

Il nuovo racconto teatrale di Alessandro Anderloni

Mercoledì 22 Aprile 2015
Giovedì 23 Aprile 2015

ore 21.00


Sono già aperte le prenotazioni telefoniche dei posti
Tel. 347 7137233

(dalle ore 10.00 alle ore 19.00) o scrivendo a info@lefalie.it.

 

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È il 1947 quando Carlo Zinelli viene rinchiuso con la diagnosi di schizofrenia cronica nel manicomio di Verona. Dodici elettroshock, insulinoterapia, docce fredde, camicie di forza poi Carlo Zinelli scopre la pittura. Dall’ombra del manicomio, ultimo degli ultimi in un luogo di alienazione e sofferenza, alle gallerie d’arte di tutto il mondo. Nei suoi quadri – più di duemila – è celata in segni e colori la sua sfortunata vicenda umana: la morte della madre, la povertà, lo shock della guerra, la malattia. Poi quell’uomo misterioso dallo sguardo limpido, dal fare elegante e raffinato, avrebbe trovato nell’atelier del manicomio la sua terapia. Incrociarono la sua strada l’artista scozzese Michael Noble, la contessa Ida Borletti, lo psichiatra Vittorino Andreoli, lo scultore Pino Castagna. Un destino che rese possibile il sogno. Il mondo di Carlo iniziò così a popolarsi di segni grafici, di figure dal sapore ancestrale, di cromatismi raffinati, di spazi d’armonia. Diciassette anni di pittura, otto ore al giorno, dentro a un interminabile e splendido soliloquio dove far vivere i suoi sogni, le sue ansie, le sue sofferenze, la sua tenerezza. Carlo Zinelli scelse di non fare la guerra, di non vivere un’esistenza da normale, di non con confondersi con i tanti. Carlo scelse di essere felice.

Una produzione Aissa Maissa e Le Falìe
Gabriella Palatini

Teatro Ristori di Verona
Via Teatro Ristori, 7

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Carlo, l’ombra e il sogno


L’Arena | Venerdì 9 Gennaio 2015

Carlo, l’ombra e il sogno: Monologo di Anderloni su Zinelli

Nel 1974 all’ospedale di Chievo, moriva Carlo Zinelli, uno dei più sorprendenti artisti veronesi.

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